Cari ragazzi, cari figli la vita per alcune settimane, probabilmente mesi, vi chiederà un cambio di passo. Non sarete più padroni del vostro territorio di esplorazione. Vivrete in uno spazio limitato, confinato. E dovrete starci. Non solo perché ve lo chiede la legge, ma perché ve lo chiede la stessa vita. Volete vivere? Allora quella vita ora dovete proteggerla. Non è tanto la vostra vita, in gioco, in questo momento. Non siete a rischio voi. Uno strano incantesimo del virus COVID 19 rende voi minori apparentemente non suscettibili o pochissimo suscettibili  agli effetti clinici del virus che sta piegando il mondo. Voi non venite piegati dal virus. Ma molte altre persone sì. I vostri nonni. In parte anche noi, vostri genitori. E poi le persone vulnerabili in termini di sistema immunitario. Ovvero chi sta facendo una terapia antitumorale. Per loro oggi, tutto diventa una minaccia. Quasi tutti voi avete nel vostro giro di conoscenze, qualcuno che vive con questo genere di problemi. Bene, è a loro che in questo momento dovete pensare, prima di tutto. E’ di loro che vi dovete occupare. E preoccupare.

Ma dovete anche pensare a tutto il personale sanitario che in questo momento sta combattendo una guerra che rischia di essere superiore alle forze in gioco…

A favore della tutela della salute individuale e collettiva.

Essere adolescenti, giovani uomini e donne porta un bisogno fisiologico e implicito di stare nel fuori. Di andare a scoprire il nuovo e l’ignoto. Di muoversi per il mondo. E’ stato così fino alla scorsa settimana. Voi siete gli ex bambini, che grazie alla diffusione delle linee low cost, noi genitori abbiamo preso per mano e portato in giro per il mondo, fin da quando eravate piccolissimi. Vi abbiamo insegnato che il mondo è la vostra casa… Abbiamo continuato a spingervi nel fuori, a dirvi di andare, di non fermarvi. Niente avrebbe dovuto piegare il vostro diritto alla libertà.

Oggi vi diciamo l’esatto contrario. Vi chiediamo di rimanere in casa. Abbiamo dovuto chiudere le scuole e le università e per noi genitori, voi non sapete quale dolore la cosa ci comporti. Sappiamo che è in aula, nell’incontro con i vostri docenti e con i vostri compagni, che potete attrezzarvi per imparare la vita. I nostri bisnonni e i nostri nonni questo diritto non lo avevano e lo hanno conquistato per voi. Molti di loro a scuola ci andavano fino ai 12,13 anni. Poi tutti a lavorare. Molti di loro, al compimento del diciottesimo anno, si sono trovati obbligati ad andare in guerra. E molti vostri padri, al compimento dei 18 anni si sono trovati obbligati dallo stato a regalare un anno della loro vita per addestrarsi alla difesa della nazione, facendo il servizio di leva, o a sostenere il bene della nazione, facendo il servizio civile.

Voi siete stati “sollevati” da tutto questo. Ed è un bene che le vostre vite abbiano potuto dipanarsi seguendo il filo della libertà assoluta e dell’autodeterminazione. Ma oggi, quel filo si è spezzato. E voi dovete imparare una competenza che forse non siamo stati molto bravi a trasmettervi, noi adulti. Quella competenza si chiama responsabilità. Ed è ciò che differenzia un adulto da un bambino.

Tutti noi di fronte a questo virus, siamo pieni di domande: “Perché? Quanto dura? Come si fa a sconfiggerlo? Come posso essere certo di non averlo preso?”. Siamo tutti bambini di fronte al COVID 19, perché queste risposte non le abbiamo. Le stiamo trovando. Le stanno trovando gli scienziati e i ricercatori che lavorano giorno e notte senza tregua. Ma c’è una risposta che ci compete: possiamo limitare la diffusione del contagio. Diventando responsabili. E limitando la nostra zona di libertà personale. Significa che per un po’ vige il “coprifuoco”. Che tutti dovremo fare grandi sacrifici. Che voi dovrete imparare a studiare da casa. Che vi potrete incontrare a due o tre negli spazi privati. Anziche pubblici. Non possiamo farla noi per voi, questa cosa. Dovete convincervi da soli che è un passaggio necessario. Dovete cominciare a dirvelo nei social, di persona, quando vi contattate e vi parlate. Dovete imparare che questa è, oggi, l’educazione tra pari che serve al mondo. Di cui voi dovete essere protagonisti.

Dovete vivere questo tempo, come tempo di impegno. Continuare a studiare, riempire lo spazio di vita confinato che avete disponibile di bellezza e di significato. E’ un tempo di sacrificio, questo… Non c’è nulla di più sacro della vita e del suo valore. E oggi la vita va difesa. Più di tutto. Più di sempre.

Responsabilità e sacrificio: non ve l’avevamo mai chiesto prima, cari figli. Ma oggi non possiamo non farlo. Per favore, ascoltateci. E soprattutto, ditevelo tra di voi. Da oggi, per un po’, queste saranno le parole chiave che vi daranno accesso, tra qualche mese, di nuovo al vostro futuro. Che amerete di più. Molti di più di quanto succeda ora. Perché vi apparirà più sacro. E voi, in quella sacralità, sarete diventati più responsabili. Anche questo è crescere. Anche questo è prepararsi all’adultità che vi aspetta.

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